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….storia di un viaggio al Torino Synth Meeting 2015

Sono circa le dieci del mattino di una calda domenica torinese, costeggio il Po lungo la banchina dei Murazzi. Ad un certo punto entro in una sala quasi mistica, sormontata da enormi archi di mattoni rossi. E’ invasa da led lampeggianti, muri di potenziometri, distese di tasti color avorio ed ebano, cavi colorati e un sacco di gente che vaga con un leggero sorriso di beatitudine divina.


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Ok, devo essere morto e sono finito certamente al Torino Synth Heaven! Vedo chiaramente il creatore, anzi, I Creatori di questo luogo magico: Francesco Mulassano e Luca Torasso, che dall’alto della loro divina bontà hanno reso possibile tutto questo! Ho attraversato un passaggio dimensionale verso un mondo dove avviene la sintesi del suono, dove si provano gli strumenti, si parla con chi li ha progettati e costruiti, oppure, con chi li conosce meglio dei propri figli. ­­­

Volgendo lo sguardo in maniera randomica nello spazio postindustriale in cui mi trovo, sono invaso dalla roboante voce amplificata di un conferenziere che sta disquisendo, ovviamente, di suono, mentre il brusio della gente culla le mie orecchie, c’è anche uno strano ticchettio metallico, imperterrito, molto in primo piano, che mi pizzica i timpani. Ma che camurria è? Bha! Non c’è tempo per capirlo adesso… vedo delle facce rassicuranti e fraterne: mi avvicino senza disturbare.

L’intera famiglia di mostriciattoli dei Kinetik Laboratories è li, distesa su un tavolino, 20150607_113252mentre Andrea Reali è intento a spiegarne le caratteristiche ad un curioso tipo di nero vestito. Ma come? Non conosce le divine macchine costruite insieme a Claudio Granzieri? I due sacerdoti sonici torinesi? Non conosce il Verbo? Eresia! Se vuoi fare Drone music non puoi non rivolgerti all’ ILL-Logic(a) dottrina kinetika! Forse è meglio lasciarli intenti nella loro discussione e dirigere l’attenzione verso altri mistici lidi. In realtà non mi sento ancora pronto, ma lo devo fare. Devo capire come si fa ad attraversare un boschetto di noce, tornare indietro nel tempo, sentire il calore di suoni passati ormai alla memoria.
20150607_113316Arrivare finalmente  al Vertice! Ecco Stefano Bersanetti: è lui il traghettatore attraverso il triplice percorso che porta alla saggezza degli anni ‘70, genuina analogica passione per il suono e  per il culto dei materiali. Insieme a Mirella Vigna, l’altra metà di Euterpe Synthesizers Laboratories, vengo condotto lungo i meandri funzionali della loro prima creatura, fino a 20150607_171818scoprirne le sue parti più intime e sensuali, momento di puro ludibrio THT, vero up-skirt elettronico!

Ma l’avventura tra gli amanti della vera liuteria elettronica, del fatto a mano e della perfezione del suono non finiscono qui. Basta girarmi di 180° per rimanere senza fiato di fronte ad un muro di sintetizzatori usciti dalla mente geniale di Paolo Groppioni. I pannelli di controllo di Grp A4 e A8 sono le valli incantate della manipolazione sonora, luoghi di perdizione pura, dove sai che potresti perderti senza fare più ritorno.IMG-20150607-WA0000

Scorgo dietro cotanta grazia analogica, un indaffaratissimo “arcangelo”. E’ Enrico Cosimi che si prepara per deliziarci con i suoni delle sue trombe, che per l’occasione si manifesteranno sotto forma di un Moog Sub37, che farà squillare durante il suo talk e che le anime raminghe che girovagano per il Torino Synth Meeting potranno in fine, suonare voluttuosamente.

IMG-20150607-WA0012Ma i miei percorsi elettronici nell’italico ingegno mi portano alla deriva dal cielo dell’analogico, verso quello del digitale. Il controllo della mente sfugge, i battiti del cuore escono fuori sincrono… sarà il mio tasso alcolico? Non credo… non sono manco le 13. Forse posso fare un piccolo check delle mie funzioni biologiche provando a controllare i suoni con i moduli di Sound Machine che occhieggiano poco lontano da me, e che sono notoriamente avidi di caldi segnali umani! Potrò controllare il suono con la mente… o sarà lui a controllare me? Non resta che provare!

Mentre assorto osservo e ascolto, quell’inarrestabile tintinnio continua a martellarmi la testa, ting…ting…ting…, ma ecco che una cosa attrae il mio sguardo. Piccola, verde, digitale:  Aida DSP! Come sei bella! Non sei mai la stessa: ti programmo e ti riprogrammo come voglio e quando sono stufo ti riprogrammo ancora! Non mi stanco mai di vederti… chissà se i tuoi genitori Gianluca Ferrera e Massimo Pennanzio, ti lasceranno giocare con me e con gli altri amici dell’Audio HackLab? Sono sicuro di si! 😉

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E mentre penso al gioco della programmazione e della sperimentazione sonora, batto il gomito contro un simpatico signore irlandese. Maneggia una sorta di “lego musicali”, li programmi, li assembli e li suoni!

IMG-20150607-WA0049 Sono i Patchblocks, piccoli moduli camaleontici e irresistibili, nati nelle teste di pragmatici sperimentatori, fortemente voluta dal mondo degli smanettoni e suggellata da un bel kickstarter!

 

20150607_105056Ma il viaggio è ancora lungo, ci cono mille cieli da esplorare. Quelli degli “oldies-but-goodies”, dove si approda nel gustoso passato, attraverso pezzi di storia che delle anime pie portano in processione per sollazzare gli altri fedeli, vogliosi di indossare le cuffie e tornare all’epoca che fu, e a volte tornare a casa pure con quelle!

Ma da questa postazione si diparte un tortuoso percorso. Saranno già le 13.30 ed ancora ho parlato, sentito e provato troppo poco. Qui ci vuole una settimana! Ma il tempo sfugge, devo andare. Forse posso aspettare che questo simpatico signore decida di aver suonato abbastanza e mi lasci sedere davanti al manopoloso Moog Sub37. Ultimo arrivato nella casa del grande Bob, pace e tributo all’anima sua!

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Ah, ecco il mio turno! Si alza dalla sedia e si porta via le cuffie (ma che è? Vizio qui?), ma ce ne sono li delle altre e le indosso: adesso si che sento le deliziose trombe degli angeli! Sono sicuro che qui in giro deve esserci anche il Suo spirito, che ci guarda, ci ascolta e ci protegge. Che poi forse solo uno spirito riesce davvero ad ascoltare qualcosa, perché intorno a noi trionfa sovrana la voce e la musica che esce dagli speaker delle presentazioni…. Costantemente accompagnate da questo irrefrenabile ting…ting…ting metallico di sottofondo! Ma veru camurrusu è! (è davvero fastidioso! NdR).Ok, adesso che si è creata una fila infinita dietro di me, capisco che forse mi devo spostare.

IMG-20150607-WA0022Mi alzo e mi dirigo verso una zona sopraelevata con un infilata di tavoli sui quali non si riesce a capire bene cosa c’è sopra, la gente è sostanzialmente cosi tanta che forse… spairtunu picciuli? (distribuiscono soldi? NdR). No. Sempre cuffie, con le quali poter sperimentare suoni, cutoff e resonace varie. Mille mani si agitano in un vorticoso muoversi di fader, pot, tasti e tastini vari, mentre la mia passione per le luci colorate mi lancia verso la plancia di controllo di un astronave! La tamarra attitudine nascosta un Alien nel profondo di tutti, noi è ampiamente soddisfatta dal verde stile Aira, che propone rivisti in chiave moderna gli antichi fasti della casa, e dal rosso dei due nuovi crossover analogico/digitale della famiglia JD-xx. Diciamo che Roland  stavolta non ha voluto risparmiare in luminarie!IMG-20150607-WA0020

Ma basta buttare l’occhio un po più in là e si torna ad una serena e sobria  eleganza. Di nero vestiti e arricchiti da scintillanti valvole vitree, sono i lèttoni moduli della Erika Synths. Passione nordica che riporta alla luce vecchi circuiti integrati sotto forma di moduli DIY, riproduzione dei blocchi dei Polivoks di sovietica memoria, abbinati ad irresistibili matrix mixer stile EMS, ma con tanto di taouch-pad dei tempi moderni!IMG-20150607-WA0018

Ma non riesco a concentrarmi su di loro perché c’è sempre sto ting…ting che continua ad insinuarsi nelle mie orecchie. Forse è arrivato il momento di scoprire di cosa si tratta. Sono pronto.

Mi rimetto a girovagare tra le anime della sacra rosa, tutte con lo sguardo devotamente rivolto verso le tavole apparecchiate con ogni ben di dio, o verso sacerdoti di strani riti sonori che si alternano in maniera costante, su quello che sembra un incrocio tra uno stage ed un altare di oggetti sacri.

In fondo alla sala intravedo una stuttura che mi risulta poco chiara… buchi, maracas e bottiglie? Mi avvicino e guarda chi c’è? IMG-20150607-WA0027Un Bast…(l) ha messo una bottiglia davanti ad un solenoide che non smette mai di fare avanti e indietro…ting…ting…ting! Vaclav Pelousek e Ondrej Merta sembra che si divertano davvero molto a giocare con le loro belle scatole e pannellini di legno pieni di cavi colorati… ci mancavano solo i solenoidi e i motorini in un modulare! Ancora una volta l’ingegno nordico di post-comunistica influenza, spinge la gente a progettare e sviluppare con un gusto tutto particolare per l’innovazione, cura dei dettagli, ottime scelte stilistiche e timbriche. Bastlíři quando ci passate a trovare all’ AHL? Noi vi aspettiamo!IMG-20150607-WA0029

Ma con la scoperta della provenieza dell’oramai familiare ting…ting…ting…, sembra che il mio percorso spirituale possa duque concludersi…. Anche perché alle mie spalle hanno già cominciato a smontare tutto!! Ma come? Sono solo le 18.00! Sono qui da quasi otto ore, devo sentire meglio le Arturia! Provare le nuove cose Elektron, riascoltare il Virus TI, mi manca anche qualche Waldorf, mannaggia! Devo modificarmi la voce con una Mininova… no…. Stanno davvero portando via tutto! Pure i Prophet e la Tempest! Posso usare per l’ultima volta quella LinnStrument attaccata al Mopho…?